Idee, ricerca, tecnologie. Il nuovo si fa strada
Tecnologia e scienze umanistiche: fino a poco tempo fa un ossimoro, due discipline che viaggiavano, e spesso ancora viaggiano, su due binari. Eppure l'informatica con particolari procedure, può aiutare a leggere i testi, anche storici, antichi e a conoscerli meglio, oltre che a conservarli. Ieri all'università di Roma 3 un gruppo di dottorato composto da Daniele Silvi (Tor Vergata), Lorenzo Geri (La Sapienza) e Paolo Sordi (Tor Vergata) ha presentato il risultato delle sue ricerche nel corso del seminario Informatica e letteratura, coordinato da Domenico Fiormonte e promosso nell'ambito del Dottorato di Ricerca in Studi di Storia letteraria e linguistica italiana.
Numerosi gli spunti interessanti. Daniele Silvi fa parte di un team che sta lavorando con la facoltà di medicina di Tor Vergata a un progetto per analizzare i sogni di alcuni pazienti con patologie mentali ricoverati al policlinico di Tor Vergata, utilizzando il pc: i racconti dei pazienti vengono registrati, trascritti in un file e poi elaborati. L'obiettivo dell'esperimento è, tramite l'uso terapeutico dell'analisi testuale, arrivare a realizzare un test conoscitivo, delle linee guida per formulare una pre-diagnosi. La tecnologia in questo caso fa da ponte tra medicina e letteratura. Il progetto presuppone lo sviluppo di quella che viene definita un'analisi semantica del testo, utilizzando programmi come Tapor per esempio. Ma in questo campo, come ha fatto notare lo stesso Silvi, siamo ancora molto indietro e i programmi più avanzati costano troppo.
Lorenzo Geri, che lavora sulla parte della conservazione dei testi antichi attraverso la digitalizzazione ha segnalato dei siti interessanti da cui attingere per consultare cataloghi, abstract e testi interi, sia trascritti che a stampa:
www.digitalvariants.org/philology/philologyhome.htm
http://bibbia.signum.sns.it/index.php
Con emblems è persino possibile ricreare delle parti cadute o non leggibili di testi antichi.
Geri sta lavorando a un progetto per digitalizzare un testo del 500, codificando sia il testo scritto che quello a stampa, "salvando" quindi le informazioni sia relative al volume che relative al testo. Finora infatti le informazioni digitalizzate riguardano o la trascrizione del testo o il testo a stampa. Realizzando questo progetto il filologo potrebbe analizzare sia il volume vero e proprio che il testo scritto. E questa sarebbe un'assoluta novità.
Paolo Sordi, analizzando l'aspetto più moderno e pratico, del rapporto tra letteratura e informatica, non poteva non affrontare il tema del Web 2.0 e della creazione di contenuti tramite la rete. Interessante il passaggio dalla rete di parole alla rete di persone: trovando concordanze tra tag selezionati dai vari iscritti dal sito di social networking de.li.cious per esempio, si possono costruire reti di persone.
Osservazione lucida e anche un po' cinica è uscita dalla bocca del professore in letteratura inglese e comparata di Stanford Franco Moretti (come divergono le strade di due fratelli a volte!): "oggi abbiamo strumenti che negli anni 60 erano fantascienza. Ma sinceramente si corre il rischio di perfezionare, più che i risultati, i mezzi stessi, di fare un lavoro sullo strumento senza arrivare veramente a una svolta. Lo dice un personaggio che sta lavorando con una mezza dozzina di dottorandi che si riuniscono in una stanza piccola e senza finestre -sì, queste cose succedono anche a Stanford- per catalogare i testi della letteratura inglese classica in base al contenuto delle frasi (contenuto descrittivo, narrativo e discorso diretto). Un lavoro certosino e mastodontico.
Perplessità sono state espresse dallo stesso Tito Orlandi, ideatore dell'espressione "informatica umanistica", riconosciuto a livello internazionale come uno dei fondatori della disciplina. Orlandi si è scaldato quando, parlando di analisi della Divina Commedia, ha ricordato che è stata affidata a un'Università inglese.
Agnese Ananasso
Caro Silvestro, intanto grazie per aver prestato attenzione al post. Ho visitato attentamente il sito segnalato e anche gli eventuali link. Vorrei far notare che nel primo, quello di freakne.org, si parla di testi antichi "fotografati", quindi è solo il volume che viene reso di sponibile con il testo a stampa, non il testo trascritto in digitale. Su altri siti come libriliberi.it sono invece resi disponibili i testi in digitale, trascritti pazientemente dall'originale in digitale. Nel primo caso il filologo e gli studiosi non riescono, come è stato fatto notare nel seminario, a "usare" il testo perchè il pdf scaricato non è modificabile come il testo in word per esempio. Nel secondo caso è disponibile solo il file di testo, non l'originale, quindi si perde gran parte del valore del libro. La novità del progetto è proprio qui: nell'avere a disposzione sia la foto del volume per un'analisi dell'impaginazione, sia il file di testo in formato Html o Xml, tutto insieme. Seguo da qualche anno anche i progetti di digitalizzazione di biblioteche intere, come la Lancisiana di Roma, l'Ambrosiana di Milano e, l'ultima in ordine di tempo, la nazionale dell'Agricoltura. Ma si parla solo di mettere a disposizione i cataloghi on line e in solo raramente i testi veri e propri. spero di aver risposto in modo esuriente
Agnese Ananasso
Salve,
Un simile progetto di digitalizzazione di testi antichi e' gia' stato realizzato in Italia diversi anni fa: basta consultare
http://freaknet.org/research/testi_antichi
dove non solo sono stati digitalizzati, con metodi banali quanto rivoluzionari, alcuni testi del 500 e del 600, ma sono anche disponibili direttamente per il download.
Silvestro Lega
alle 15:36
Silvestro Lega
Si, dimenticavo di far notare in effetti che una buona parte dei testi sono anche stati trascritti e digitalizzati, come spiega la sezione "Altri testi digitalizzati".
Cio' che volevo far notare e' che e' un peccato che questi volontari, che pur hanno fatto questo lavoro iniziandolo addirittura moltissimi anni fa, in anticipo addirittura sulla senza alcun aiuto economico, siano tuttora ignorati da stampa ed istituzioni.